ATTENTIVI STATICI

domenica 20 marzo 2016
 

In questo post parleremo delle tecniche per rendere una scena statica interessante ed evitare che annoi.

Nel dettaglio tratteremo queste 6 tecniche.
1.  CAMBIO DI SCENA MENTALE
2.  NOTIZIE e AZIONI CARICHE
3.  SPIEGAZIONI
4.  LIVELLI D'AZIONE (MINI-QUEST) 
5.  COUNTDOWN
6.  LIVELLI D'INTERPRETAZIONE (SOTTOTESTO)

1.  CAMBIO DI SCENA MENTALE
Uno dei comandamenti della sceneggiatura è: “Show, don’t tell.” “Mostra, non raccontare.”
Nonostante ciò, in casi di emergenza, quando tutto ciò che possiamo mostrare sono solo due persone (o una) paralizzate in una stanza vuota, raccontare può salvare dalla noia.

Che sia qualcosa di reale, un aneddoto divertente o una barzelletta, non importa. Infatti il semplice racconto sarà sufficiente a far visualizzare l’episodio allo spettatore, operando così un cambio di scena mentale.

Perché il racconto risulti efficace deve: 
- Avere uno scopo chiaro;
- Essere raccontato con parole semplici;
- Possedere rapidi colpi di scena (o meglio dire, rapidi Plot Ploint).

Ovviamente ciò che si racconta deve avere un senso all’interno della sceneggiatura.
- Può rivelare la backstory di qualcuno, spiegandone la personalità;
- Può dare informazioni sulla situazione in cui ci si trova;
- Può avere il fine di creare aspettative nello spettatore.

2.  NOTIZIE e AZIONI CARICHE
Alcune delle cose che i personaggi dicono e fanno sono dimenticabili o semplice routine. Eliminiamole. Cancelliamo tutti i -"Ciao, come va? A posto?" -"Non ce male" -"Volevi qualcosa?" e piuttosto usiamo notizie o azioni semplici che abbiano però un valore positivo o negativo. Queste manterranno l'interesse dello spettatore.
Notizie negative come "ho perso il lavoro" o positive come "ho trovato cinque euro per strada". Azioni negative come, dare uno schiaffo o positive come dare un bacio.

3.  SPIEGAZIONI
Altra opzione, che ancora una volta sfrutta la bocca dei personaggi, e dalla semplicità disarmante, è quella delle spiegazioni.
Infatti se uno dei personaggi riesce a spiegare qualcosa di interessante (cioè con applicazioni pratiche o che sia suggestivo e sempre con un fine narrativo), che tratti di scienza o letteratura in modo chiaro, lo spettatore apprezzerà l'informazione.

Le spiegazioni sono apprezzate, ma devono essere brevi e imparziali. Niente trattati o sermoni.
Limitati a informazioni come "Sai, basta mischiare benzina e succo d'arancia congelato in parti uguali e otterrai del napalm."


LIVELLI NARRATIVI
Spesso la noia non è colpa della staticità fisica, ma di quella narrativa.
Infatti a prescindere dal luogo e dalla possibilità di movimento, una scena con un solo Livello di interpretazione o un solo Livello d’azione risulterà noiosa.

Ad esempio due personaggi intenti ad analizzare la situazione per trovare il colpevole del reato, rappresentano il primo livello d’azione. E risulterebbe noioso se fosse l'unico livello e magari svolto attorno ad un tavolo.
Se invece ciò viene fatto mentre i due cercano di fuggire da un aereo che sta precipitando, avremo aggiunto un nuovo livello d’azione.
Se in oltre i due usano l’analisi per incolparsi sottilmente a vicenda di ritrovarsi in quella situazione, si sarà così aggiunto un terzo livello, questa volta di interpretazione. In oltre la scena potrebbe essere conferma, chiara agli spettatori, della visione del mondo espressa in precedenza da uno dei personaggi, questo costituirebbe un nuovo livello di interpretazione.
Così una singola scena avrebbe già quattro livelli narrativi.

E' possibile riportare ciò  in situazioni limitate in spazio e azione con i due metodi principali: Mini-quest e Sottotesto.

4.  MINI-QUEST
Il metodo per aggiungere un livello d’azione.
Sono missioni aggiuntive da completare nel corso della scena.
Può essere, come nell’esempio precedente, cercare di fuggire dall'aereo, o semplicemente preparare un french tost per il figlio o spostare un ingombrante armadio o ridipingere le pareti.
Le mini quest possono essere diverse e cumulabili. Si può mostrare un solo personaggio svolgere diverse missioni allo stesso tempo, o si possono mostrare diversi personaggi ognuno alle prese con la propria mini-quest.

5.  COUNTDOWN
Alle mini-quest può essere aggiunto un attentivo chiamato Countdown (o Ticking-Clock). 
Viene cioè mostrato che la missione è da completarsi in un tempo limitato.
Alcuni esempi: disinnescare la bomba prima che esploda; rubare un file prima che il capo ritorni; rivestirsi prima che l’ascensore arrivi al piano e le porte si aprano; o come involontariamente scritto prima, fuggire prima che l’aereo si schianti.

6.  SOTTOTESTO
Il metodo più comune per aggiungere livelli di interpretazione.
Il sottotesto è ciò che uno dei personaggi intende dicendo o facendo qualcos’altro.

Requisito fondamentale è che si siano forniti allo spettatore gli strumenti per interpretare ciò che il personaggio intende.
Esempio:
Avendo dato l’informazione che la nostra protagonista è stata costretta a sposare un uomo che odia, quando all'altare ripeterà: “finché morte non ci separi”, allo spettatore sarà chiaro che quelle parole non sono una promessa d’amore, ma bensì di vendetta.

Esiste un altro modo per creare sottotesto senza però dare allo spettatore informazioni preliminari. 
In questo caso il sottotesto lascerà intendere qualcosa, ma non sarà chiaro cosa. 
Ciò si ottiene attraverso dialoghi e azioni incoerenti rispetto al contesto o inusuali rispetto alla norma data.

Facciamo prima l’esempio di una scena senza sottotesto.
INT. CAMERA DA LETTO -- GIORNO
Il MARITO, vestito in abiti da ufficio, entra in camera, ha molta fretta. Trova la MOGLIE, appena alzata, davanti alla porta del bagno.

MOGLIE
Buon giorno. Non dovresti essere già uscito?

MARITO
Ho perso l'orologio.

Il marito si affretta a cercare sul comodino e sotto al letto. Non trova nulla.

MARITO
Forse in bagno.

MOGLIE
Controllo io.

MARITO
No, preferisco assicurarmi da me che non ci sia.

La moglie si sposta dalla porta e lascia entrare il marito in bagno.
Si sente il marito rovistare.

MOGLIE
Trovato?
Il marito rientra in camera.

MARITO
No. Chissà dov'è?
La moglie nota qualcosa.
MOGLIE
Guarda. C'è l'hai al polso.

Il marito si guarda il polso.
MARITO
Già. Sono proprio sbadato.

Niente di strano. Una noiosa scena che ritrae uno sbadato marito.

Proviamo adesso a rendere i comportamenti del marito incoerenti con la ricerca di un orologio.

INT. CAMERA DA LETTO -- GIORNO
Il MARITO, vestito in abiti da ufficio, irrompe dalla porta sorprendendo la MOGLIE, in vestaglia, davanti alla porta del bagno.

MOGLIE
Buon giorno. Non dovresti essere già uscito?

Il marito sta già ispezionando la stanza.

MARITO
Ho perso l'orologio.

La moglie rimane rigida davanti al bagno.
Il marito dà un'occhiata ai comodini, guarda sotto al letto e apre l'armadio. Non c'è nulla.
Il marito guarda adesso la moglie che blocca la porta del bagno.

MARITO
Forse in bagno.

MOGLIE
(in fretta)
Controllo io.

MARITO
No. (pausa) No, preferisco assicurarmi 
da me che non sia lì dentro.

La moglie indugia. Il marito la fissa severo.
La moglie si decide e si sposta.
Il marito spalanca la porta. Annusa l'aria e scansiona la stanza rimanendo sulla soglia.

MOGLIE
Trovato?

Il marito si avvicina a un palmo dalla moglie. 

MARITO
No. Chissà dov'è?
La moglie nota qualcosa.
MOGLIE
Guarda. C'è l'hai al polso.

Il marito continua a fissare la moglie senza guardarsi il polso.

MARITO
Già. Sono proprio sbadato.

I dialoghi sono rimasti gli stessi, ma i comportamenti sono cambiati ed è evidente che la ricerca dell'orologio sia solo una scusa e che il marito stia cercando qualcos'altro. Probabilmente un'amante o forse sospetta che la moglie che aveva promesso di smettere, fumi ancora mentre lui non c'è; o forse sospetta che la moglie abbia riportato a casa il cane che lui aveva ordinato di abbandonare. Chissà.

Questi erano alcuni degli attentivi che è possibile usare in scene statiche potenzialmente noiose.

Ma guardando a film e serie tv popolari è possibile che abbiate già notato altre tecniche utili a mantenere l'attenzione. Provate a scriverle nei commenti.
(Eh, Bob! violenza, sparatorie, inseguimenti d'auto e tette, non sono tecniche a parte, posso essere tutte comprese nella categoria "Azioni Cariche".
- Incesto!
- Anche l'incesto, Bob.
- Uccidere tutti i protagonisti!
- Beh, credo che spesso rappresenti un plot point, ma sì, anche l'omicidio va sotto la categoria "Azioni Cariche".
- Tette!
- Già detto.
- Tette che non bruciano?
- A prescindere che siano ignifughe o meno, Bob.
- Bordelli! Prostitute!
- S-sì, credo sia un'altro modo di dire tette.
- Nani!
- Nani? ...Ok,ok, va bene "Nani" è un'altra categoria.)


E queste sono le tecniche per mantenere l'attenzione in alcune scene, sopratutto in quelle chiuse in piccoli interni.

Ma quali sono le tecniche che in generale mantengono l'attenzione? Ci sono tecniche applicabili all'intera storia? In altre parole quali sono le caratteristiche di una storia che intrattiene?
Bella domanda Bob, impegnativa, ma cercherò di rispondere nel prossimo post.



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SCENE FRANCESI

lunedì 14 marzo 2016

Cinema e teatro sono media molto diversi, e a chi comincia a scrivere sceneggiatura si chiede di tenerlo a mente.
Il teatro racconta attraverso i dialoghi mentre il cinema racconta attraverso le azioni.
Ma a dispetto delle differenze ci sono diverse cose che possiamo apprendere dal teatro, ad esempio le cosiddette:

SCENE FRANCESI

Nei film abbiamo la possibilità di cambiare location in un attimo tagliando alla scena successiva. Questo crea dinamismo ed evita di annoiare.
Ma a volte si ha la necessità di mostrare una lunga scena nello stesso posto e questo comporta una certa staticità che rischia di annoiare lo spettatore.

Il teatro ha trovato una soluzione che può essere utilizzata da filmmaker e sceneggiatori.
La soluzione consiste nel focalizzare l’azione in diversi punti della location in cui si svolge la scena.

Supponiamo di dover descrivere il litigio di una coppia, che si svolge tutto all’interno di una cucina d’appartamento.
Anziché mostrare la coppia parlare, per poi litigare e infine rompere un piatto, tutto attorno a un tavolo, possiamo mostrare prima uno scambio di battute sulla soglia, poi l’escalation attorno al tavolo e in fine far rompere un piatto mentre si trovano davanti al lavandino.
In questo modo sebbene la location rimanga una, lo spettatore verrà coinvolto maggiormente, dovendo spostare la sua attenzione da un punto a un altro.

Uno dei migliori esempi è “Rope” (Nodo alla Gola) di Hitchcock, film girato integralmente in un paio di stanze.
Esempi più recenti sono "Carnage" e "Venere in pelliccia" di Polanski. 

Questo è solo uno dei modi per evitare di infrangere il comandamento numero uno dei film: non annoiare lo spettatore.

Esistono altre tecniche, anche più semplici di questa, per mantenere viva l’attenzione dello spettatore in scene ambientate in singole location.
Ne riparleremo nel post successivo.


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GUIDA PASSO PASSO

lunedì 7 marzo 2016

Come sintesi finale o come guida iniziale, riassumo in 5 passi, corredati da alcuni tips, ciò che occorre per scrivere una sceneggiatura.

0. PRELIMINARI
Sii cosciente dello SCOPO della tua sceneggiatura.


1. IDEE
Sviluppa alcune idee per INIZIARE e mettile per iscritto.
Puoi pensare all’idea generale (es. un uomo sviluppa una seconda personalità con lo scopo di distruggere il sistema economico mondiale –Fight Club-).
O puoi pensare a scene particolari che ti piacerebbe vedere ( es. un bambino che piange tenendo la mano al padre che è rimproverato di essere un ladro. –Ladri di Biciclette-)

--TIPs:
-1-  Una Ricerca sugli argomenti o sul contesto che vuoi trattare ti aiuterà con lo sviluppo di diverse idee.
-2-  Alcuni ESERCIZI sono molto utili per la creazione di idee.
-3-  Passerai moltissimo tempo con la tua storia, quindi tratta di qualcosa che ti interessa e in modo che ti entusiasmi.


2. SVILUPPO STORIA
Comincia a disporre lungo lo SCHEMA INTERMEDIO o AVANZATO le idee avute fino ad ora.
Fai in modo che gli eventi e le scene soddisfino al meglio la loro funzione narrativa descritta nello schema.
Questo ti aiuterà a sviluppare la storia poiché avrai l’esigenza di riempire gli spazi lasciati vuoti.

--TIPs:
-1-  Ricorda che tutte le storie parlano (quasi) sempre di uno o più personaggi con un obbiettivo preciso e una debolezza da superare.
L'obbiettivo è chiaro già dall’inizio della storia;
La debolezza può essere chiara fin dall’inizio o essere svelata durante la storia;
e Il superamento o meno della debolezza e il completamento o meno dell'obbiettivo sono il finale del film.
-2-  Una ricerca approfondita su ciò che stai scrivendo darà spessore e coerenza alla tua storia.
-3-  Non avere paura di stravolgere le idee iniziali. Segui la storia.
-4-  Fai uno schema con trama e SOTTOTRAME e disponi i loro eventi lungo la storia in modo che succeda qualcosa di rilevante ogni cinque minuti/pagine.


3. SCRITTURA
Una volta che hai la tua storia base completa comincia a scrivere la sceneggiatura seguendo la giusta FORMATTAZIONE.

--TIPs: 
-1-  Utilizza un programma di scrittura cinematografica.
-2-  Leggi tutte le sceneggiature che puoi per apprendere il modo in cui sono scritte.
-3-  Fai attenzione a come scrivi DESCRIZIONI, DIALOGHI e INTESTAZIONI.
-4-  Ogni singola pagina dovrebbe essere in grado di intrattenere, senza mai annoiare. Questo è possibile grazie a numerose TECNICHE NARRATIVE.


4. ANALISI e TAGLI
Chiediti a cosa serve ogni scena e personaggio.
Guarda ai personaggi, rendili coerenti e chiediti quale è il loro scopo e perché lo seguono.

--TIPs: 
-1-  Elimina i personaggi superflui, cioè che non servono a far accadere qualcosa di utile ai fini dell’avanzamento della storia.
-2-  Elimina le scene superflue, cioè tutto ciò che non sia plot point o SETUP ai plot point.
-3-  Mantieni il numero dei personaggi al minimo.


5. RISCRITTURA
Separa e riassembla, modifica e snellisci, fino a che la struttura generale e ogni singola scena non ti soddisfi.

--TIPs:
-1-  Potrebbe esserti utile leggere il PROCESSO DI SCRITTURASCOLASTICO o PROCESSO DI SCRITTURA ARTICOLATO.


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10 CONSIGLI CONTRO LA PROCRASTINAZIONE

sabato 30 gennaio 2016









Procrastinare, rimandare, dilazionare, vabe’ faccio dopo, domani o un’altra volta, magari poi, sì, insomma, non adesso ma…

L’unico vero rimedio alla procrastinazione è L'ABITUDINE AL LAVORO.
Ma come si matura una tale educazione?

STORIA 
C’è una storia su un nobile giapponese e un pittore.
Il pittore aveva fama di essere il migliore mai esistito così il nobile gli commissionò un dipinto.
Il pittore chiese un prezzo altissimo, di essere pagato in anticipo e chiese di aspettare. Il nobile accettò.
Dopo qualche mese il nobile domandò del suo dipinto. Il pittore rispose che ci stava lavorando.
Passarono i mesi e passò un anno e quando il nobile domandò ancora, il pittore rispose ancora che ci stava lavorando.
Passarono due anni e al terzo anno il nobile furioso si recò di persona dal pittore al seguito di alcune guardie. Il pittore disse che il dipinto era quasi finito. Il nobile pretese allora di vederlo, ma gli venne mostrata una tela vuota.
Allora il nobile fuori di sé ordinò che il pittore venisse ucciso. Ma prima gli chiese perché avesse mentito e non avesse lavorato nemmeno un giorno al suo dipinto.
Il pittore rispose che non aveva mentito, anzi disse che adesso il dipinto era ultimato.
Infatti il pittore aveva passato tre anni a pensare ad ogni sfumatura e particolare e adesso era finalmente pronto. Il pittore andò quindi alla tela e la completò con sicurezza sotto gli occhi del nobile che dovette ammettere che quella era l’opera più bella che avesse mai visto. Prese quindi il dipinto e risparmiò la vita al pittore.

La morale di questa storia potrebbe essere: “La preparazione all’opera è parte dell’opera stessa” o che “Per creare un’opera d’arte devi prima pensare affondo ad ogni dettaglio dall’inizio alla fine” oppure “alcune fatiche anche se non sono visibili sono fatiche e sono della massima importanza”.
Ma per come la vedo io, il pittore era solo un pigro approfittatore a cui piaceva rimandare il lavoro e la morale è: “se vuoi convincere qualcuno ad alzare il culo, minaccialo puntandogli delle lance alla gola.”

Se la mia teoria è corretta, come avrebbe potuto il pittore realizzare comunque quel dipinto senza l’“aiuto” del nobile?
Alcuni consigli. Per lui e per noi.

10 CONSIGLI

  1  -  PRESSIONE
In effetti la minaccia di qualcosa, che sia la morte o una dead line è un ottimo stimolo.
Cerca di scrivere per un committente, per un concorso in scadenza o per un amico a cui serve una sceneggiatura e che se mancherai la consegna ti ammazzerà.
Sarà un buono stimolo a lavorare.

  2  -  IL VALORE DELLA SCRITTURA
Cercare di capire la tua motivazione a scrivere potrebbe esserti alleato contro la procrastinazione. Potrebbe infatti rivelarti l'importanza che la scrittura ha per te e motivarti (o potrebbe mostrati che in realtà non è ciò di cui hai bisogno e farti smettere di perdere tempo).

  3  -  COSCIENZA DELL’ENTROPIA
Il principio per cui l’universo tende al disordine.

Ci diciamo che adesso le condizioni non sono ottimali per lavorare, ma che lo saranno presto. Ci diciamo: prima faccio questo, così dopo potrò lavorare meglio.
La procrastinazione si basa infatti sulla falsa idea che domani sarà un giorno migliore.
Beh non lo sarà, la nostra vita diventerà sempre più complessa, mai più semplice, e noi sempre più pigri. E’ l’entropia (forse non è sempre vero, ma sperare per il meglio non funziona mai).
Carver scriveva nei ritagli di tempo a lavoro usando una carriola come scrivania. E se non poteva proprio, alla domenica si dedicava a racconti che potessero essere conclusi in un solo giorno.
Abnegazione, niente scuse, il mondo è contro di te, prendine atto e affrontalo.

  4  -  ORGANIZZATI
Imposta due sveglie: una all’ora in cui vuoi scrivere e una un’ora prima.
Al suonare della prima sveglia scappa da qualsiasi cosa tu stia facendo, liberati in qualsiasi modo, evadi e comincia a prepararti per scrivere.
Al suono della seconda, scrivi, lavora.

Provaci per due volte, se entrambi i tentativi falliscono, se continuano a mancarti tempo o energie, il passo successivo è questo: Fai una lista delle priorità.

  5  -  PRIORITA’
Fai una lista delle priorità e taglia tutto ciò che si trova al di sotto della voce “scrittura”.
Decidi a cosa rinunciare per poter scrivere o rinuncia a scrivere.
Se sei fortunato taglierai le ore di fronte alla tv e le uscite nel week end e sarà abbastanza, ma a volte potresti ritrovarti a dover lasciare il lavoro o l’università o la famiglia. Può succedere.

   6 -  FAI IL MENO POSSIBILE
Armarti di buone intenzione è pessimo. 

Quel bastardo del tuo cervello al pensiero dell’enorme quantità di lavoro che sei intenzionato a fare rilascerà per tutto il tuo corpo quella schifosa sensazione di stanchezza e noia che ci fa rimandare il gravoso compito.
La soluzione sta nel non pensare affatto di voler lavorare duro.
Pensa a quale è il minimo che puoi fare e poniti come obbiettivo di farne meno.

Nel mio caso di solito mi propongo di fare qualche correzione alle frasi e mi dico che leggerle sarà più che sufficiente o alle volte mi prefiggo persino il semplice obbiettivo di rassettare gli scritti e i materiali.
Qualche volta il mio lavoro finisce davvero lì e sono soddisfatto, ma la maggior parte delle volte comincio a correggere e la voglia di scrivere dell’altro e scriverlo bene mi prende e mi fa continuare a lavorare per ore.

  7  -  SFRUTTA L’IMPETO
A volte per qualche ragione (magari perché abbiamo visto un film o abbiamo letto qualcosa che ci ha ispirato, o perché la persona della quale oggi ci siamo innamorati ha detto di trovare sexy chi scrive) ci ritroviamo con l’irrefrenabile voglia di scrivere. Il consiglio: sfrutta questa pulsione.
In quel momento possiamo anche pensare che durerà per sempre o quanto meno fino a domani. Non è così, di solito in cinque, sei ore al massimo, quel desiderio inestinguibile si estinguerà, quindi nel momento in cui lo senti, sfruttalo, non rimandare.

  8  -  PROSSIMITA’
A volte non si ha proprio voglia e persino un faldone di algebra ci sembra più attraente del nostro lavoro.
Se devi rimandare non farlo con qualcosa di completamente diverso pensando “devo staccare un po’”, ma fallo con qualcosa che ti sia utile alla scrittura o a ciò che devi fare.
Studia dei manuali, leggi, metti su un blog, segui dei corsi o guarda qualche lezione on line, fai ricerca. Insomma fa qualcosa che se non sia scrivere per lo meno ci vada vicino.
Se ti ritroverai ad esserti dedicato ad attività di prossimità per più di una settimana, sappi che è ora di cambiare metodo.

  9  -  RINFORZO POSITIVO
Che è il termine scientifico per “Ricompensa”.

Prima di cominciare a lavorare poniti un obbiettivo e un premio. Quando raggiungi l’obbiettivo, premiati.
Il premio darà di per sé una motivazione in più al tuo lavoro e a furia di premiarti ti sarai educato ai ritmi di lavoro come un topo di laboratorio viene addestrato attraverso scosse di piacere al cervello a premere i bottoni nella giusta sequenza.

NOTA: Quando si fallisce nel raggiungere gli obbiettivi non premiatevi, ma non infliggetevi nemmeno punizioni, altrimenti il cervello farà presto l’associazione: lavoro uguale dolore.

  10  -  CREA UNA ROUTINE
Precedi il momento del lavoro con le solite attività.

Diciamo che tu decida di scrivere alle ore 14.
Allora programmi prima di rassettare un po’, poi una doccia, pranzo (tutte attività piacevoli o obbligatorie) e infine lavorare. 
A furia di fare queste attività risulterà sempre più semplice far seguire all’attività immediatamente precedente, il lavoro di scrittura e a un certo punto diventerà automatico.
(Ovviamente la routine può anche essere più particolare, anziché: pulizia, doccia lavoro, potreste fare: palestra, doccia, lavoro, o cibo, sesso, lavoro, o film, chitarra, droga, lavoro ecc.)


Questi sono i metodi più efficaci che conosco per creare l’abitudine al lavoro e debellare il male della procrastinazione.

Adesso che ho ricordato come evitare di procrastinare mi è venuta voglia di lavorare, adesso o comunque oggi o sicuramente domani, o un’altra volta magari, sì, insomma, non adesso ma... 
...merda.


Se qualcuno ha altre terapie le condivida adesso, non rimandi, se ci riesce.



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CUT-UP

sabato 30 gennaio 2016











"Leggenda"
Se ti sei guadagnato questo appellativo vuol dire che hai fatto qualcosa fuori dal comune, che ti sei portato ad esempio per le generazioni future e che probabilmente sei morto.

Ma non dobbiamo dimenticare che alcune leggende sono nate nella nostra epoca e sono vive e vegete (e speriamo nella loro immortalità).

Mi riferisco a Tarantino, a Woody Allen e a uno tra i più grandi racconta storie mai esistiti, le cui opere sono riconosciute come capolavori del genere fumetto e che con "Watchmen" detiene il 17° posto nella lista stilata dal Times dei migliori 100 romanzi della storia: Alan Moore.

Trattiamo infatti di una tecnica usata da Moore e sdoganata da William S. Burroushsper per la creazione delle storie: il--


CUT-UP
Il CUT-UP consiste nel ritagliare fisicamente frasi e parole di un testo per poi riassemblarle in un nuovo testo di senso compiuto (o dal quale siamo in grado di estrapolare un senso).

Questo può essere fatto con un testo scritto da noi o con un qualsiasi altro testo di qualsiasi tipo, da una storia a un articolo di giornale, a una poesia, alle istruzioni di montaggio di un mobile.


Infatti durante l'assemblaggio disponendo i nomi e i verbi, vedrete affiorare una storia che sarete curiosi di svelare e dei cui colpi di scena rimarrete sorpresi.


A volte i racconti sono lente evoluzioni formate da impercettibili cambiamenti, il che può essere una scelta sensata per un romanzo, ma non lo è quasi mai per un film.
Con questo esercizio prenderete confidenza con il concetto di evento, cioè di un cambiamento importante in seguito ad una singola azione.


E' un puro esercizio da cui emergerà una breve storia, ma non è da escludere che emerga materiale da sviluppare in sceneggiature o racconti più articolati.

Provare per credere.




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REVERSAL: INVERSIONE DI VALORE

martedì 19 gennaio 2016

Il REVERSAL è il ribaltamento di valore di una situazione.
Cioè un evento che da positivo diventa negativo o viceversa.

REVERSAL E SCENA
Il cambiamento è l’essenza di una storia, senza cambiamento non ci sono eventi, senza eventi non c’è storia.
In effetti ogni scena, per dirsi evento, dovrebbe terminare con un ribaltamento di segno.

Quindi: una coppia apparentemente innamorata, abbracciata sul divano (+), alla fine della scena, magari dopo un litigio, dovrà essere separata o dovrà emergere che i due non sono affatto innamorati (-)
Questo ribaltamento di segno può avvenire lentamente, occupando tutta la scena o più rapidamente.

REVERSAL ISTANTANEO
Il Reversal non è solamente apprezzabile all’inizio e alla fine di una scena, ma all’interno di questa viene usato costantemente anche con singole immagini provocando un reversal istantaneo.
ESEMPIO: 
Potremmo far vedere qualcuno soffrire, tenuto sott’acqua da una mano (-) e l’istante dopo mostrarlo emergere dalla vasca e chiedere all’amico (proprietario della mano che sembrava affogarlo) se sta volta è riuscito a battere il tempo d’apnea (+).
Avremo quindi creato una falsa immagine per poi subito correggerla.
Potremmo anche continuare a usare il reversal in successione per ottenere un effetto maggiore.
Continuando l’immagine dell’apnea: l’amico potrebbe dire che c’è mancato poco e tenerlo per una seconda prova (+) ma questa volta fare molta più resistenza quando il compagno sott’acqua si agita per mancanza d’ossigeno, sino ad annegarlo: “così impari a scoparti mia moglie.” (-)

Più il cambiamento di valore è grande, più grande sarà l’impatto emozionale che avrà sul pubblico.

ATMOSFERA
Quello del reversal istantaneo è una tecnica molto efficace per mantenere l’attenzione e anche per suggerire allo spettatore l’atmosfera della scena o del film.
Infatti ad esempio: far leccare ad un presunto assassino un coltello apparentemente sporco di sangue (-) per mostrare poi che è sugo (+), potrebbe suggerire quali siano le intenzioni o le pulsioni del personaggio durante la cena che sta preparando per i suoi ospiti.

Il reversal, come ogni altra tecnica, è a servizio della storia e ogni ribaltamento di valore che non sia coerente con la storia o non abbia fini narrativi porterà solo confusione e sarà percepito come fuori luogo e stupido.


E’ una tecnica che sicuramente abbiamo già riconosciuto in qualsiasi film, sfruttiamola al meglio.



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SET UP e PAY OFF

domenica 10 gennaio 2016






Forse non c'è un elemento che si può considerare da solo Il Segreto di un buon film. 
Ma se dovessi scegliere il più importante sarebbe sicuramente questo: Il Set up.

Ne abbiamo parlato a proposito degli schemi narrativi (BASE, INTERMEDIO, AVANZATO) intendendo per questo i primi 5 o 10 minuti del film.
Ma con il termine Set up si indica anche una vera e propria tecnica narrativa.

  • Il SET UP è in generale la preparazione a un evento.
  • Il PAY OFF è l'evento che è stato preparato dal Set up.

FUNZIONI DEL SET UP
Il Set up ha due funzioni principali.

    1  -  GIUSTIFICAZIONE
Ogni evento che accade deve apparire probabile, o meglio, inevitabile.

Tutto ciò che accade ed ogni azione intrapresa dai personaggi deve essere giustificata, cioè le loro cause (evidenti o nascoste) devono essere rintracciabili nel film.
Questo perché se un evento avviene senza set up (es: Mario Rossi incontra una tigre nel vicolo di casa) il pubblico percepirà l'evento come forzato e si sentirà tradito.
Mentre se invece si mostrano le cause, o si sono lasciati indizi lungo il film, (es. si è mostrato qualcuno rimproverare il custode del circo perché sbronzo ha lasciato qualche gabbia aperta) gli eventi che accadono saranno un corretto Pay off e risulteranno naturali.

    2  -  EPIFANIA
Quando un solo evento, una sola immagine chiarifica eventi precedenti all'apparenza incomprensibili.

Anziché utilizzare il Set up per mostrare le cause di un evento, possiamo invece usarlo per mostrare eventi incomprensibili, per poi rivelarne il senso nel Pay off con un'unica immagine.
Questo provocherà il senso di epifania, quello che davanti a un'immagine ci fa esclamare: "Ah, ora ho capito!"
Es:
In Magnolia, Donnie Smith, ex bambino prodigio ora mediocre uomo di mezza età con una vita misera e senza un soldo, insiste con il capo affinché gli conceda un prestito per potersi far mettere un apparecchio dentale. Questo nonostante non abbia nessun problema ai denti e abbia debiti più urgenti. Sembra solo un insensato capriccio.
Poi vediamo Donnie seduto in un bar a rimirare innamorato il giovane, aitante barista. Questi dietro al bancone serve i clienti e poi, ad un certo punto, sorride mostrando il suo scintillante apparecchio dentale.
Epifania.
Adesso è tutto chiaro. Riusciamo ad intuire il motivo dell'insistenza di Donnie nel volere l'apparecchio. Intuiamo che Donnie spera così di avere un punto comune abbastanza forte da farli conoscere e chissà, innamorare.
Questo oltre a rivelare il senso degli eventi precedenti ci rivela anche la personalità di Donnie e quanto il suo bisogno sia forte.
Una grande quantità di informazioni ci viene scaricata addosso in un solo istante.

NOTA:
La funzione di giustificazione e quella di epifania non sono sempre separate.
Infatti capita spesso che un evento preparato attraverso la giustificazione rappresenti anche un'epifania; e che un'epifania rappresenti il set up di giustificazione per un evento successivo.

ALTRE FUNZIONI
Dopo millenni di storie e Set up, il pubblico è ormai spesso capace di intuire con facilità dove andranno a parare gli eventi. Ciò ci costringe a rendere i Set up meno evidenti, più intricati e a focalizzare abilmente l'attenzione dello spettatore. Ma ci offre anche un'altra possibilità.
Lo scrittore può mostrare alcuni eventi di set up su cui lo spettatore più acuto scommetterà per un certo risultato
(es. Bob soffre di rutto nervoso. Mostriamo Bob farsi avanti con diverse belle ragazze e BRUP! ruttare e quindi farle scappare disgustate. Mostriamo anche Bob invaghirsi di una ragazza che incontra al supermercato, ma per paura di ruttare e rovinare tutto, scappare via senza dire una parola. 
-A questo punto lo spettatore scommette che di sicuro i due si rincontreranno e che Bob rovinerà tutto ruttando ecc.- )
e poi ribaltare quella aspettativa, rendendo lo spettatore consapevole di aver fatto proprio il gioco dello scrittore.
(es. Jeff amico di Bob gli presenta sua cugina Cindy, la ragazza del supermercato. Bob sulle prime sta zitto. Poi con grande sforzo parla e riesce incredibilmente a non ruttare, ma quando Cindy sfiorandogli la spalla gli chiede se la birra sia di suo gusto: BRUUP! Bob erompe in un rutto.
-Lo spettatore sorriderà: "Lo sapevo". Ma poi- BRUUP! Cindy risponde con un rutto ancora più grosso. "Anche a me" dice. E' amore.
-Proprio la ragione su cui lo spettatore aveva scommesso che sarebbe stata la rovina di Bob, si è rivelata essere l'evento che ha fatto scattare la scintilla d'amore-).

Non è nemmeno da escludere che lo spettatore più esperto sia consapevole di questo giochetto e riesca a prevederlo. Anche in questo caso lo scrittore attento deve esserne cosciente e saper sfruttare l'occasione.


Questo è quanto.
A meno che non abbiate rintracciato altre funzioni per il Set up.



 RIT BASI
AVANZATA


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